Incamminarsi per una passeggiata serale a Palo del Colle può rivelarsi un’esperienza interessante, per chi si volesse soffermare a osservare la situazione dell’illuminazione pubblica comunale.
Tra una infinità di pali, tutti di altezze e forme diverse, il visitatore potrà godere di un’esperienza visuale unica, a tratti psichedelica, quasi al limite del paradossale.
Solamente chi sarà capace di orientarsi nella giungla di chiaroscuri che questi pali disegnano tra le strade di Palo, potrà constatare che la biodiversità delle fonti luminose, in questo paese, è veramente preservata.
Con una nota di sarcasmo, si potrebbe quasi ipotizzare di farli diventare delle celebrità. Ed allora eccoli qua: solo per voi, tutti i pali di Palo!
Entrando nel centro storico, sono le lanterne in ghisa nera che, con il loro fascino old-style, illuminano le stradine della zona più antica del paese. Successori delle più antiche lanterne ad olio, queste moderne lampade elettriche dovrebbero servire anche a scongiurare il proliferare di atti di criminalità e spaccio. A questo proposito però, la realtà dei fatti sembra dimostrare che non stiano funzionando esattamente come auspicato. Sempre più spesso le cronache riportano casi di persone che non si fanno molti problemi ad agire illegalmente anche nel centro di zone ben illuminate. In questo caso i pali di Palo non possono fare altro che osservare, dall’alto, le differenze sociali e culturali che il proibizionismo nostrano va ad accentuare.
Differenti, ma dallo stesso fascino retrò, sono i pali che circondano tutta la zona intorno al centro storico. Arrivati a Palo intorno agli anni ‘60, sono stati probabilmente installati durante il rifacimento del lungomare di Bari. Durante il periodo post-bellico infatti, i classici pali “a candelabro” subirono un reslyling: le lampade, prima sferiche, vennero sostituite con quelle cilindriche che ancora oggi caratterizzano il lungomare della città. Contemporaneamente a Palo arrivarono queste, a forma sferica; non sappiamo se spostate dal capoluogo o se installate ex-novo durante lo stesso periodo.
Lungo Corso Garibaldi e tra le principali strade della zona nuova, questi pali che arrivano ad una altezza massima di circa tre metri, hanno una forma tipica molto particolare: un palo intarsiato realizzato con una colata di ghisa e due grandi sfere luminose sulla sommità. Non tutti sono funzionanti e qualcuno avrebbe bisogno di maggiore manutenzione, ma la loro presenza è oramai una compagnia fissa a cui nessun palese vorrebbe rinunciare.
Nelle altre zone del paese, i “pali di Palo” sono di forgia moderna ma questo non gli impedisce di avere delle caratteristiche del tutto peculiari. Sono i più alti della loro “specie” e sicuramente rispettano al meglio le attuali norme sull’illuminazione pubblica ma non riusciamo a spiegare come mai la discromia – giallo, verdino, biancastro – sia riuscita a prevalere sulla uniformità richiesta dal codice stradale. E’ evidente che le nuove installazioni, di colorazione bianca, siano più efficaci nella funzione richiesta, ovvero illuminare la strada, ma il risultato è quello di avere alcune strade in cui si passa ripetutamente da una luce calda gialla a una più bianca e fredda, anche a distanza di pochi metri.
Per dovere di cronaca, dobbiamo constatare che le nuove installazioni, ad esempio in Viale della Resistenza e al parco Auricarro, rispettano i moderni standard e tutti i nuovi “celeberrimi” pali sono provvisti di illuminazione al led. Ma è una magra consolazione, visto che per la sostituzione/riparazione in via Auricarro del povero “palo abbattuto”, che risulta danneggiato e pericolante dopo un incidente automobilistico, dovremo probabilmente aspettare i tempi biblici della amministrazione e del suo bilancio.
Nelle zone più esterne del paese invece, in particolare sulla strada che passa intorno al cimitero, attualmente l’illuminazione è del tutto assente. Probabilmente si tratta di una situazione temporanea a cui speriamo si darà presto una risposta, anche perché, questa sì, è stata individuata come zona a rischio. In questo caso una giusta illuminazione aiuterebbe ad evitare la creazione di pericolosi luoghi di marginalizzazione in cui gli invisibili diventerebbero ancora più irraggiungibili.
Infine concludiamo la presentazione dei pali di Palo parlando della situazione dell’illuminazione nei parchi pubblici. Mentre Auricarro e Parco Nuovo (sempre in via Auricarro) hanno recentemente visto rimodernare la loro illuminazione, non si può dire lo stesso di tutti gli altri. Zone scure, pali divelti e panchine nascoste nell’ombra sono presenti in ciascuno dei pochi parchi cittadini. Paradigmatica è la condizione dell’unica statua presente nel territorio comunale; situata all’interno del parco Le Noci è lasciata completamente al buio in balia di vandali e distruttori.
Senza dover aspettare l’intervento di una opera pia – come quella che ha recentemente illuminato la madonnina di Piazza San Giuseppe – ce la farà l’amministrazione comunale a presentare un progetto organico per la riconversione e riqualificazione dei celebri “pali di Palo”?
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