Un paese al buio, anche nelle soluzioni della pubblica illuminazione

di Leonardo Giovanniello

L’illuminazione pubblica è un problema evidente a Palo del Colle, basta andare in giro dopo il tramonto per accorgersi di come intere strade sono soggette ad una penombra notturna a causa della poca intensità di luce dei lampioni, come ben raccontato dal nostro Stefano Manco.

illuminazione tra balconi

Nel programma elettorale del centrosinistra questo problema era rilevato, ne riportiamo un breve stralcio: «Per ciò che concerne la pubblica illuminazione è inderogabile un rifacimento della infrastruttura che contempli l’implementazione e la sostituzione delle lampade con nuovi corpi a led a risparmio energetico nonché la sostituzione dei quadri elettrici ormai obsoleti e soggetti a frequenti guasti».

La modalità per raggiungere tale obiettivo sarebbero di «affidare in gestione, anche parziale, la pubblica illuminazione al fine di ottimizzare opere di manutenzione ordinarie e straordinarie nonché nel rifacimento delle lampade votive».  

Gli impegni elettorali, dopo un anno, non hanno ancora trovato ancora una soluzione globale da parte dell’amministrazione Amendolara.

Infatti il 30 novembre 2020, due mesi dopo l’insediamento del nuovo sindaco, il responsabile del settore Lavori Pubblici rilasciava un atto finalizzato ad affidare ad un nuovo operatore elettrico i soli costi per la fornitura di energia elettrica. L’Ente aderiva ad una convenzione Consip (la piattaforma nazionale del mercato elettronico per le Pubbliche Amministrazioni) affidando alla Società AGSM Energia spa di Verona «a prezzo fisso la fornitura di energia elettrica per tutte le utenze comunali per 18 mesi consecutivi dal 01 febbraio 2021 al 31 luglio 2022».

Il costo complessivo per un anno e mezzo a bilancio è di 750mila euro, così divisi, per gli 11 mesi del 2021 460mila euro e per i 7 mesi del 2022 290mila.

Diversamente da quanto sostenuto in campagna elettorale non è stato affrontato il problema della manutenzione ordinaria e straordinaria, indispensabili per poter avere un paese con una illuminazione adeguata.

Sempre che non si ritenga una soluzione quanto determinato con l’atto del 16 dicembre 2020 con il quale si prevedeva un «servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione del territorio comunale» destinando come solo canone di manutenzione ordinaria l’importo di 33,8mila euro. 

Quindi la sola manutenzione ordinaria rappresenta appena il 7 per cento circa di quanto globalmente si spende per la pubblica illuminazione cioè circa mezzo milione di euro. Mentre diversamente da quanto indicato nella determina a Palo non sono previsti interventi di manutenzione straordinaria malgrado il pessimo stato della pubblica illuminazione.

Occorre ricordare al cittadino che dopo l’appalto del servizio di igiene urbana, che costa al contribuente circa 2,5 milioni di euro all’anno, quello della pubblica illuminazione dovrebbe essere il più oneroso con circa 500mila euro, appare opportuno su questo capitolo del bilancio comunale attivare delle economie più efficaci.

Kilometrozero aveva chiesto un colloquio con l’assessore al ramo per parlare di questi argomenti ma evidentemente l’incontro non “aveva da farsi”, attenderemo notizie dall’amministrazione su come si intende perseguire una illuminazione cittadina che sia luminosa ed economica. 

Nel frattempo volgiamo lo sguardo su due casi rilevabili nei paesi limitrofi che cercano di perseguire entrambe le esigenze.

Nel 2016 la giunta comunale di Bitetto approvava l’affidamento della gestione dei servizi energetici, tramite il criterio dell’offerta più vantaggiosa, con una stima dei costi che prevedeva € 190mila per spesa elettrica, 90mila per manutenzione ordinaria e 70mila per quella straordinaria.

Partendo da un progetto elaborato internamente a gara terminata il servizio, tutt’ora in corso, veniva affidato ad una azienda di Sannicandro per «la gestione ventennale del servizio integrato di pubblica illuminazione: progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di adeguamento normativo, messa in sicurezza, riduzione dell’inquinamento luminoso, efficientamento energetico, manutenzione, compresa la fornitura di energia elettrica».

Anche il Comune di Bitonto nel 2020 ha aderito alla stessa convenzione Consip sottoscritta da Palo, «l’importo presunto di fornitura, tenuto conto degli interventi di relamping (installazione lampade LED, nda) effettuati sugli impianti di pubblica illuminazione viene rideterminato in € 750.000,00». Ma nello stesso tempo ha anche approvato un «servizio annuale di manutenzione impianti di pubblica illuminazione centro urbano e frazioni anno 2020». Ritroviamo, preliminarmente, come l’ente comunale ha elaborato un progetto che a gara espletata veniva aggiudicata ad una azienda di Conversano. Il costo complessivo per la manutenzione ordinaria e straordinaria per l’anno 2021 veniva definito nel progetto pari ad un importo di 170mila euro.

Da questi esempi è possibile comprendere come preliminarmente occorre predisporre un censimento analitico dei punti luce e dei quadri elettrici da riversare in un elaborato analitico al fine di stimare i costi del servizio sia per determinare quale dovrebbe essere il consumo elettrico che per stimare i costi di una manutenzione ordinaria e straordinaria.

Attendiamo lumi dall’amministrazione, per adesso, al chiaro di luna.

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