Al via la raccolta 2023 delle olive in Puglia per la produzione dell’olio d’oliva che nella regione segna un +50% rispetto allo scorso anno e salva l’Italia dalla caduta verticale del Centro Nord, che ha segnato un – 33%, per un totale nazionale che sarà di circa 290mila tonnellate, comunque al di sotto della media dell’ultimo quadriennio. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, su dati Unaprol/Ismea. E ci si accorge che anche l’estremizzazione del clima può avere effetti positivi: a patto che gli eventi cadano nella fase fenologica più opportuna per le piante.

Nelle province di Bari e Barletta Andria Trani – afferma Coldiretti Puglia in una nota resa alla stampa – le previsioni di produzione della campagna olivicola di quest’anno risultano soddisfacenti, con una stima di oltre il 60-80% in più rispetto alla media produttiva dell’areale. “Infatti, in seguito ad una uniforme mignolatura e successiva allegagione, le piante ad oggi godono di buone condizioni vegeto produttive dato che si sono registrate abbondanti piogge in prefioritura e nella fase di accrescimento della drupa. Il caldo continuo ed accentuato registrato dall’ultima decade di luglio ad oggi, invece, ha scongiurato ingenti infestazioni della mosca olearia, avendo così olive sane e nutrite”. Produzione di olio cresciuta di molto, ma anche prezzi più alti per il consumatore.
Anche a Palo del Colle la produzione di olio extravergine di oliva, secondo quanto rilevato dai diversi frantoi presenti nel territorio, in particolare dall’Azienda Agricola dei fratelli Ezio e Francesco Liantonio, è particolarmente abbondante, più 20%, rispetto a due anni fa, considerata annata fertile, a causa dell’alternanza delle produzioni. In modo particolare quest’anno si assiste a un prolungamento della stagione di raccolta, non più concentrata nei mesi di novembre e dicembre, ma prolungata anche ai primi due mesi del 2024, con una resa media di 16 kg di olio per quintale di materia prima lavorata.
Anche la qualità organolettica è soddisfacente, con un grado di acidità quasi inesistente.
La produzione di olio di oliva è da sempre stata per Palo del Colle, una delle principali attività economiche, i diversi frantoi presenti nel territorio lavorano a pieno ritmo e offrono lavoro a tanti giovani, anche se, sempre secondo i frantoiani intervistati, l’offerta di manodopera locale non è di facile reperimento, troppo spesso i giovani non vogliono svolgere il lavoro di raccolta sul campo perché considerato troppo faticoso e scarsamente remunerativo. La qualità dell’olio prodotto è ottima, grazie al clima particolarmente favorevole di quest’anno e all’utilizzo di cultivar locali, come la Coratina e Cima di Bitonto, che garantiscono alte rese e un prodotto finale con caratteristiche di colore, odore e sapore molto graditi al consumatore, sia italiano che estero,
Purtroppo è infatti la produzione estera che ha influenzato il mercato dei prezzi, la Spagna che produce la metà dei volumi mondiali quest’anno prevede una annata non tra le migliori.
Come nel resto del bacino del mediterraneo, le condizioni climatiche che hanno danneggiato l’allegagione delle drupe sono state poi seguite dalla forte siccità che si protrae anche adesso.
Il prezzo delle olive da lavorare è dunque triplicato, anche a Palo si registra un costo di 1.50 al kg, rispetto ai 0,50 euro circa dell’anno scorso, con ripercussioni sul costo finale del kg di olio extravergine, che può arrivare a 10/12 euro al kg, situazione gravosa per il consumatore finale ma che porta al paese un maggior introito economico nel settore olivicolo.
Le previsioni di produzione della nuova stagione 2023-2024 prevedono un leggero aumento rispetto al 2022 di circa il 28% come media nazionale, aumento non comparabile con la produzione media spagnola e quindi rispetto allo scorso anno è arriveremo alla nuova compagna con un quantitativo assai inferiore di scorte di olio. La diminuzione delle scorte e l’inflazione stanno così facendo aumentare i prezzi.
Attualmente, i prezzi per l’olio extra vergine d’oliva si aggirano tra gli 8,70 e i 9,50 euro al chilo.
Stesso andamento è registrato per l’olio d’oliva vergine e lampante che si aggirano intorno ai 7 euro al chilo.
Conseguenze sul mercato oleario
L’aumento dei prezzi dell’olio ha provocato una diminuzione delle vendite sul mercato e sulle esportazioni. Questo andamento negativo che si sta riproponendo di anno in anno a livello europeo necessita di una attenta riflessione.
Per quanto siano registrati dei cali nelle vendite, l’interesse dei consumatori verso l’olio extra vergine d’oliva rimane alto. L’Italia risulta il primo paese consumatore di olio, ma anche il primo importatore, con una produzione in costante calo. Dunque, sarà sempre più importante trovare delle soluzioni per migliorare la produttività delle olivete, contrastare la crisi climatica in atto senza gravare sui produttori e consumatori.
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