“Oh, non svegliateci, oh, non ancora. E non fermateci no, oh, per favore no!”
Sono perfetti per i nostri tempi questi versi di Ivano Fossati che negli anni ‘80 imposero la musica come mezzo di comunicazione universale, la musica come speranza, la musica come pazienza. Nel nostro recente vissuto musicale, Ghali, rapper italiano nato in Tunisia, porta a Sanremo un testo che esprime una chiara presa di posizione contro i bombardamenti a Gaza. La musica dunque, come denuncia.
A Palo del Colle sono tanti i giovani che scrivono, suonano, cantano, e che di speranza e pazienza ne hanno da fare invidia. Al contempo, coloro che accolgono questa inesauribile ispirazione e l’enorme carico di energia artistica, hanno un ruolo fondamentale, complicatissimo, e spesso sottovalutato.

Il mio viaggio nei luoghi della musica palese parte dalla visione di Pasquale Pascuccio e di suo figlio Luigi, che trasuda di rock e di una passione smisurata.
Art&Park 3 stelle, è un autolavaggio dove in realtà ci si lava l’anima. Si affittano piccoli prefabbricati agli artisti che cercano un posto per provare. È frequentato da band come i South Squad, Les Zaraff, Control Zeta, Shanti Crew, Cafè Bizzare, e molte cover band. Sono il posto dove l’arte può iniziare a crescere. Testa, gola, cuore, pancia, genitali, polpacci e piedi, sono per Pasquale le 7 “stanze fisiche” dalle quali nasce ogni brano, che cambia stanza più volte a seconda della sfera d’ispirazione.
La loro visione è creare un luogo per la preparazione all’arte , non per l’esibizione, senza doversi adattare a luoghi non idonei, senza pestare i piedi a nessuno, animati da un’ambizione leale.
“Crazy Music Lab”, la scuola di musica di Giovanna Dachille, Giuliana Tecce, e Cosimo Lionetti, nata grazie a risorse personali, offre corsi di chitarra, pianoforte, batteria, scrittura creativa e laboratori musicali. La prospettiva è creare uno studio di registrazione per artisti esterni, con servizio di recording e produzione di brani inediti. Accompagnare i giovani artisti, dalla creazione dell’inedito alla sua diffusione sulle principali piattaforme, far comprendere che in un mercato musicale online saturo c’è l’urgenza dei “live”, sono l’obiettivo principale. Aiutano i ragazzi a conoscere il diritto SIAE, imparano ad usare la metrica, il song writing come materia di studio. Giuliana e Giovanna accolgono la musica come arte libera, che non deve necessariamente insegnare qualcosa, e che deve dissociare i testi dalla morale anacronistica. Il significato di un testo può essere grottesco e brutale, ma non rappresenta l’individualità di chi canta, perché esprime unicamente uno stato dei fatti, un circondario di vissuti o non vissuti comuni. Il tanto criticato fraseggio incomprensibile del rap e del trap, è una caratteristica di questo genere musicale, nato nelle case del Queens abitate dai senzatetto, dove si usava una comunicazione volutamente frammentata che si è poi manifestata nei testi. A Palo del Colle si dovrebbe riconoscere, sostenere e coinvolgere maggiormente queste realtà, grandi fonti di educazione all’arte per i nostri ragazzi.
“Arte delle Muse”, è una scommessa per il giovane studente del Conservatorio di Bari Giuseppe Moraglia. Ci sono corsi di canto, chitarra, basso, batteria, pianoforte, ludomusica e laboratorio teatrale. Ha aderito al progetto “Fuori Classe”, scritto dall’associazione bitontina “Dalla Luna”, dove si formano insegnanti di musica per ragazzi autistici. Accolgono allievi con autismo lieve che dal reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico vengono indirizzati alla scuola.
Giuseppe è molto motivato, sensibile alle complicazioni del mondo giovanile, crea iniziative di musica d’insieme e smentisce categoricamente il luogo comune del “a Palo non c’è niente”.
Collabora attivamente con la rete di associazioni del territorio, accoglie i diversi generi musicali avvalendosi di insegnanti qualificati. Lavora sulla scrittura dei testi, sulla metrica, segue gli artisti nella produzione dei brani e li aiuta a superare la timidezza iniziale. Nel 2023 è nato un podcast che ha ospitato il compositore Marco Frisina, ha dedicato una puntata all’artista cantante lirico Vittorio Bari, in collaborazione con Nicola Vero, Mariateresa Bari e Mariangela Topa, solista di Frisina.
L’incontro con le allieve della scuola mi rimanda una sensazione di riscatto, di uscita dal guscio, di vittoria sulle insicurezze che possono scoraggiare e deviare verso più profonde inquietudini.
In una delle ultime interviste Claudio Baglioni esprime il timore che poco di quello che si ascolta oggi resterà come memoria storica musicale. Ragione o torto? Non importa, la musica cambia come cambia la vita.
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