La tari aumenta a differenza dei costi

di Leonardo Giovanniello

Il rientro dalle ferie coincide con l’arrivo della cartella di pagamento della Tari, forse a causa di questa coincidenza si innesca una ondata di repulsione del palese medio, che dimenticando la ripetitività annuale della “ricorrenza” inonda i gruppi social di lamentele sulla esosità della tassa.

Eppure della Tari si potrebbe dire allo stesso tempo come da un lato siano innegabili gli aumenti nel 2023 per i contribuenti palesi ma dall’altro i costi sostenuti per il servizio di raccolta, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti non siano aumentati rispetto agli anni dei conferimenti nei cassonetti.

Cerchiamo di spiegare questa apparente contraddizione. La tassa sui rifiuti (Tari) è stata istituita nel 2014 ed è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento della nettezza urbana, la normativa obbliga l’ente comunale a trasferire sul cittadino il costo integrale del servizio.

A fine 2016 è stata introdotta la raccolta dei rifiuti differenziati prelevati direttamente da casa dei cittadini. La speranza nella percezione dei cittadini che l’innovazione portasse ad una riduzione della Tari è stata ampiamente disattesa. Ma nella realtà dei numeri il costo complessivo del servizio integrato è rimasto invariato.

Nel piano Tari 2017 (il quale rendicontava il 2016) il costo del servizio risultava essere di 3,6 milioni di euro, a distanza di sette anni continuava a presentare un importo identico.

Molti altri aspetti però sono cambiate, ad esempio la produzione di rifiuti indifferenziati che rappresentavano l’89 per cento (7882 tonnellate) della raccolta nel 2015 (ultimo anno con i cassonetti). Nel Pef presentato rappresentano il 24 per cento (1760 tonnellate. Da un punto di vista ambientale questo è un aspetto virtuoso rilevante. Altre innovazioni sono la situazione olfattiva, di pulizia e di decoro urbano che sono nettamente migliorati, eppure nei commenti dei politici e dei cittadini nessuno rileva come anni addietro in alcuni tratti di strada si trovavano due o tre cassonetti maleodoranti, a qualunque orario, perché strapieni di rifiuti.

Analizzando le voci che compongono il piano economico finanziario (Pef) della Tari si può riscontrare che nel 2023 sono diminuiti i costi per la raccolta dei rifiuti indifferenziati (-800mila euro) mentre sono aumentati quelli dell’indifferenziato (+807mila euro), ma con un recupero di 117mila euro di ricavi derivanti dalla vendita dei rifiuti differenziati. Anche i costi dell’attività di spazzamento e di lavaggio delle strade sono diminuiti di 303mila euro, rispetto 7 anni fa.

Quello che dovrebbe far riflettere è che nella raccolta, smaltimento e recupero dei rifiuti, nell’arco di sette anni, riscontriamo risparmi per 400mila euro che però vengono azzerati dai maggiori costi fissi (gestione dei rapporti con gli utenti, generali di gestione e altri costi).

Purtroppo l’invarianza del costo complessivo del servizio integrato non si è trasferita sulla tassazione degli avvisi in quando è cambiata la tipologia di calcolo. Nel 2016 i costi della raccolta e smaltimento dei rifiuti diventavano cartelle di pagamento per le utenze domestiche dei cittadini palesi in base ad un unico criterio: i metri quadri delle abitazioni. Nel 2023 invece i criteri sono due, come da nuove disposizioni di legge. C’è una parte fissa ed una variabile. La parte fissa continua a tenere conto dei metri quadri dell’abitazione, la parte variabile invece aumenta con la maggiore numerosità dei componenti del nucleo familiare.

La parte variabile è preponderante nella determinazione delle cartelle di pagamento in quanto rappresenta poco più del 70 per cento del costo addebitato ai palesi, penalizzando in questo modo maggiormente le famiglie più numerose. Va detto che l’amministrazione comunale ha cercato di mitigare questa penalizzazione per i nuclei maggiori a partire dalle tre unità.

Come ogni anno le tariffe della Tari vengono approvate in consiglio comunale. Quest’anno l’adunata c’è stata il 4 maggio scorso. Durante il punto in discussione l’assessora Rosa Mastrandrea precisava che «il Pef presenta un incremento di circa 100mila euro rispetto al 2022» in quanto «sono aumentati i costi gestionali» legati all’aumento dell’inflazione (precisava successivamente il ragioniere comunale). Per questo «l’aumento delle tariffe si attesta con una crescita tra il 3,7 e il 4,7 per cento». Non solo, rispetto all’anno precedente non risultavano più disponibili i «fondi Covid» che avevano permesso di ridurre le cartelle di pagamento negli anni precedenti.

L’aumento percentuale indicato dall’assessora non dovrebbe tenere conto di quanto emerso nel proseguo della discussione, infatti il dottor Raimo chiariva che per l’anno scorso «dobbiamo tenere in conto che noi abbiamo applicato le agevolazioni di Covid, in termini assoluti mantenendo un gettito di 3,5 milioni una parte è stata coperta dai fondi Covid» quindi nel 2023 sono stati emessi avvisi per «3,3 milioni». Questo vuol dire che le cartelle di pagamento del 2023, rispetto all’anno precedente, sono aumentate di 300mila euro, che vuol dire un aumento tra l’11 e il 14 per cento (dato percentuale calcolato in proporzione rispetto a quanto indicato con l’aumento di 100mila euro).

Sulla gestione del servizio integrato dei rifiuti e su come possa essere migliorato le parole del sindaco sembrano non dare alcuna speranza sul futuro dei costi della raccolta differenziata «Il Pef ce lo valida l’Ager, noi le uniche due attività che possiamo fare sono la lotta all’evasione, e la stiamo mettendo in campo. La seconda è decidere come ripartire le percentuali tra utenze domestiche e utenze non domestiche».

I due aspetti citati da Tommaso Amendolara incidono sulla tariffazione ma occorrerebbe agire anche sulla parte di riduzione dei costi indicati nel Pef. Innanzitutto separando i costi della raccolta dei rifiuti da quello dei trasporti degli stessi (oggi è indicato cumulativamente in 1,688mila euro). Per poi incentivare azioni di riduzione dei costi per esempio stimolando i cittadini nel portare direttamente al centro di raccolta i rifiuti differenziati. Per poi aprire in un secondo momento altri punti di quartiere dove conferire i rifiuti differenziati. Questo permetterebbe nel medio periodo di contenere i costi del ritiro dei mastelli.

Per poter abbattere i costi si dovrebbe intervenire anche sulla produzione delle due tipologie di rifiuti che più incidono nei costi del Pef: l’organico e il rifiuto secco (indifferenziato). Sull’organico attraverso il controllo al fine di evitare la presenza di altri rifiuti che determinano una “impurità” che aumenta i costi di smaltimento. Mentre sull’indifferenziato occorre disincentivare la produzione da parte della cittadinanza. I controlli permetterebbero quella “tariffazione puntuale” che porterebbero a individuare i cittadini virtuosi. Questi dovrebbero essere premiati nella determinazione delle cartelle di pagamento a discapito degli altri che con il loro comportamento incidono sull’aumento dei costi.

Appare chiaro che sulla raccolta dei rifiuti le pratiche virtuose non possono dare dei risultati nel breve periodo, ma al contempo se dal 2017 si effettuano le stesse azioni senza nessun tentativo di contenere i costi tramite pratiche virtuose lo stesso avverrà nel futuro. È sempre possibile rileggersi (o leggersi) il piano industriale redatto da Esper, si potrebbe cogliere l’occasione per riflettere su un concetto chiave nella raccolta porta a porta: quello di iterazione*. Altro aspetto importante, ma che appare sottostimato nelle dinamiche politiche, è quello della scadenza dell’appalto dell’Aro Ba/2 che avverrà nel 2025. Sino ad ora nessuna discussione in consiglio comunale è stata avviata su quali dovranno essere gli aspetti migliorativi del nuovo servizio integrato dei rifiuti alla luce di un contenimento dei costi.

* L’iterazione è l’atto di ripetere un procedimento con l’obiettivo di avvicinarsi a un risultato desiderato. Ogni ripetizione del procedimento è essa stessa definita un’iterazione, e i risultati di una sono utilizzati come punto di partenza per quella successiva.

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