Mensa scolastica ed accoglienza degli ucraini

di Giusy D’Agostini

In tanti anni abbiamo affrontato i più disparati argomenti, sempre con un occhio di riguardo al nostro paese, affrontando problemi, difficoltà e anche, perché no, decantandone le belle tradizioni e le eccellenze per quanto riguarda la sua laboriosità e il buon cuore dei cittadini. In questo articolo riportiamo due questioni di cui si è parlato in due numeri precedenti con i relativi sviluppi e nuove situazioni.

alla mensa scolastica

Nel numero sessantasei di Kilometrozero, del mese di aprile del 2022, ci siamo occupati del funzionamento della mensa scolastica, delle sue problematiche e di alcuni punti critici che si trascinano da diversi anni. 

Dall’ultima riunione della commissione mensa è emerso che i problemi principali riguardano la poca appetibilità del cibo servito, dovuta alle modalità di cottura e al ridotto condimento, scarsezza di personale di servizio, ritardi nel servire i pasti in alcuni plessi, nonché casi in cui la pasta risultava cotta in modo insufficiente, risultando poco gradevole e di difficile masticazione, soprattutto per i più piccoli. Insomma, i problemi rilevati ad aprile non hanno trovato soluzione, ma, come esplicato a suo tempo, il problema della appetibilità non è facilmente risolvibile, in quanto le nuove tabelle nutrizionali in vigore limitano i condimenti, che possono rendere più gradevole il sapore di alcuni cibi, e la loro modalità di cottura deve essere il più leggera possibile, in quanto la Puglia è la seconda regione italiana per obesità infantile per cui bisogna seguire delle regole alimentari ben precise. 

Per quanto riguarda la mancanza di personale e il rispetto degli orari di servizio, è stato fatto presente al responsabile della ditta Ladisa affinché vengano rispettati gli accordi presi nel capitolato d’appalto. 

Si era affrontato anche l’episodio di presunta intossicazione alimentare, riguardante una sessantina di ragazzi, che manifestarono, in data 09 febbraio, dei problemi di dissenteria, le cui cause vennero attribuite alla somministrazione di pollo contaminato e alla presenza di patate verdi, perciò contenenti solanina, una sostanza che, se ingerita, provoca problemi intestinali. L’analisi microbiologica, condotta a suo tempo nel laboratorio della ditta Ladisa, non ha rilevato alcuna contaminazione sul campione del pasto del giorno conservato per eventuali controlli, (n.d.r. un campione del pasto del giorno viene conservato per almeno 72 ore in congelatore dalla ditta). 

Le problematiche attuali poco si discostano dall’aprile scorso, recentemente, in data 09 gennaio si è rilevato un’anomalia nel pasto servito al plesso Davanzati. Come secondo piatto erano previste delle ricottine, fornite in contenitori sigillati e separate in monoporzione. L’addetta stessa alla somministrazione ha notato subito il colore anomalo del prodotto, non bianco come avrebbe dovuto essere, ma giallo-arancio e di consistenza diversa, è stata bloccata subito la somministrazione, le ricottine non sono arrivate nei banchi dei bambini, è stata allertata la maestra responsabile e chiamata subito l’assessora all’istruzione Mara Liantonio, come prevede la procedura. La signora Liantonio si è recata immediatamente al plesso Davanzati, ha potuto constatare di persona che le ricottine non erano in condizioni igienico-sanitarie tali da poter essere somministrate, pur riportando impressa la scadenza del 15 gennaio, ha richiesto immediatamente alla ditta Ladisa un secondo sostitutivo e, tramite mail e foto del prodotto, ha informato l’ufficio competente il quale ha avviato le procedure richieste. Nello stesso giorno si è verificato un altro increscioso episodio, che in questo caso ha avuto ripercussioni su una classe dell’infanzia, infatti c’è stato un errore nelle grammature della pasta e una classe è rimasta a digiuno. Anche in questo caso l’ufficio competente ha aperto la segnalazione presso la ditta appaltatrice per “pasto non servito”, con correlato contradditorio in base al capitolo speciale di appalto. 

Detto questo è evidente che alcune criticità esistono e bisogna affrontarle affinché la salute dei nostri ragazzi venga tutelata al meglio, contiamo sull’assessora che saprà senz’altro gestire le varie segnalazioni, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti igienico sanitari.

testimonianze dall'Ucraina

Nel numero sessantasette di kilometrozero è stato invece affrontato il problema dei profughi ucraini che scappano dalla guerra e cercano rifugio in territorio sicuro, soprattutto donne e bambini. 

Palo del Colle non si è tirata indietro e ha offerto sostegno e riparo agli ucraini che ne hanno fatto richiesta. Il cittadino Rocky Della Guardia ha messo a disposizione il suo tempo e risorse economiche per attuare questo progetto, recandosi di persona con un carico notevole di beni di prima necessità, cibo, indumenti e medicine, fino al campo profughi nel confine con la Polonia e ha portato a Palo del Colle 31 cittadini ucraini, tra cui diverse famiglie con minori. 

Sono stati accolti in diverse famiglie e strutture idonee, dove hanno potuto trovare un momento di pace e serenità per alcuni mesi. Al momento non risultano più presenti nel nostro territorio, in quanto, com’è comprensibile, i loro affetti e i loro beni li hanno richiamati nella terra di origine, alcuni si sono trasferiti in diverse località all’estero e qualcuno ha raggiunto amici in altre città italiane, dove hanno trovato la serenità di cui erano stati improvvisamente privati. Una cittadina ucraina ha invece trovato la sua collocazione in una “casa famiglia” a Noci, dove lavora e ha la possibilità di aiutare chi ne ha bisogno, e questa è senz’altro una bella notizia, perché anche nelle disgrazie può nascere qualcosa di bello.

È stata una bella esperienza per chi ha potuto offrire riparo e attenzioni a persone che hanno vissuto il terrore della guerra, e Palo si è mostrata ancora una volta con un grande cuore, in primo luogo Rocky Della Guardia che ha attuato questo meraviglioso progetto, al console Angelo Rella che ha fatto da prezioso intermediario e ad alcune associazioni presenti nel territorio, che hanno fornito aiuto materiale nella raccolta dei beni da inviare al campo profughi nel confine polacco.

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