Pistaaaaaaa!

di Rosanna Bertolino

A molti Palesi quella pista ciclabile su Viale della Resistenza proprio non è andata a genio. Fin dall’inizio dei lavori post ironici, invettive, commenti e lamentele non sempre garbate sono state rivolte a chi quella pista l’ha progettata, approvata e realizzata.  
A niente sono servite le parole del sindaco nei primi giorni di luglio e la presenza dell’assessore, sugli stessi canali social scelti dagli utenti per le loro rimostranze, volte a tranquillizzare la popolazione sul futuro di quella strada, senza dubbio ridotta nelle sue dimensioni per dare spazio ad una fascia di popolazione (più ristretta) che non usa abitualmente l’automobile e che preferisce muoversi seguendo i principi di una mobilità più sostenibile.  

Nelle intenzioni dell’amministrazione c’è il progetto di una viabilità diversa, a senso unico, a velocità senza dubbio più controllata, con possibilità di parcheggio su un lato, che è ciò per cui ci si lamenta di più: come si può gestire il flusso di automobili nei pressi di una scuola e in presenza di qualche esercizio commerciale senza possibilità di parcheggio? A pochi metri ce n’è uno bello ampio, ma per alcuni sembra non essere funzionale, visti i quotidiani parcheggi selvaggi ed invasivi della pista, di traverso su varchi e utilizzando le strisce pedonali, con cofano rivolto per comodità a centro strada. Un altro, nei pressi, è in fase di realizzazione ma effettivamente al momento, ahimè, non c’è.  

L’idea generale è che si è tolto ai più per dare spazio ad una minoranza di cittadini, anche bambini e ragazzini, che utilizzano la bicicletta e quindi giovano di uno spazio percorribile in maggior sicurezza. Che, pensando proprio ai più piccoli, non pare cosa così malvagia, forse. 

Di fronte ad alcune parole “in libertà” lette ed ascoltate, di fronte all’atto di “ribellione” del parcheggio selvaggio nella pista (che in realtà i più piccoli li mette in pericolo dato che potrebbero ritrovarsi a dover bypassare le auto passando tra quelle che marciano in strada) mi viene in mente il concetto di Educazione Civica come educazione al senso civico, al rispetto consapevole di regole, alla rivendicazione sì dei propri diritti ma anche al riconoscimento dei diritti altrui e dei beni di una comunità.  

Se una pista è ciclabile, è desinata a biciclette; se un’area è pedonale è destinata ai pedoni; se un semaforo è rosso ci si ferma.  

Si può non essere d’accordo con le scelte amministrative e discuterle nelle appropriate sedi e con i dovuti mezzi, ma non si dovrebbe, per esempio, poter cambiare destinazione d’uso alle infrastrutture.   

D’altra parte, la comodità di qualsiasi cosa la scopriamo solo usandola. 

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