La mensa scolastica svolge un ruolo importante nella formazione dei nostri ragazzi che frequentano la scuola di ogni ordine e grado. È un servizio che permette agli alunni di mangiare a scuola e continuare le lezioni nel pomeriggio, fondamentale per un maggior apprendimento scolastico, favorisce la socializzazione tra compagni di classe e professori, quindi necessario per la crescita dei nostri ragazzi. Ovviamente senza scordare che la mensa dovrebbe fornire un pasto equilibrato dal punto di vista nutrizionale, rispettare i parametri igienico-sanitari, essere appetibile per i ragazzi, e il pasto servito in un ambiente idoneo per il suo consumo.

Fatta questa premessa, necessaria per capire le problematiche e i punti critici del servizio, la Commissione mensa è stata istituita per controllare che siano rispettati tutti i parametri del capitolato, e raccogliere eventuali istanze di chi usufruisce del servizio. Purtroppo molte criticità si sono manifestate da subito, e perdurano ancora per svariati motivi. In primis la mancanza di spazi idonei per il consumo dei pasti, infatti nei vari istituti non esistono locali adibiti ad aula mensa, e gli alunni sono costretti a consumare il pasto in classe, nel banco dove svolgono attività scolastica. Il problema assume maggior rilievo nel plesso Mastromatteo di Via Binetto, dove alcune classi svolgono lezioni pomeridiane il martedì e il venerdì, usufruendo quindi del servizio mensa. La mancanza di spazi per poter mangiare in modo adeguato, ha portato a una scelta quanto mai bizzarra, a mesi alterni alcune classi usufruiscono del servizio mensa, le altre consumano il pranzo portato da casa. La soluzione a tale problema sarebbe ovviamente dotare il plesso di aule adeguate, con banchi e sedie sufficienti, richiesta avanzata da sempre dalla Commissione, ma che non ha mai trovato soluzione, per mancanza di fondi e di spazi realmente usufruibili.
Per quanto riguarda la qualità dei pasti, bisogna dire che si rispettano le tabelle nutrizionali, elaborate in riferimento alle “Linee di indirizzo per la ristorazione collettiva scolastica e aziendale per la Regione Puglia”, come qualità e quantità di calorie, proteine, lipidi e glucidi, opportunamente diversificati se si parla di menù dell’Infanzia o della scuola Primaria e Secondaria, essendo diverse le esigenza nutrizionali in base all’età; l’aspetto igienico-sanitario risulta rispettato, e cosi le quantità relative alla porzione servita.
Le lamentele riportate in Commissione riguardano, spesso e volentieri, gli aspetti organolettici del cibo, come sapore e appetibilità in generale. Bisogna però rimarcare che la razione fornita ai nostri ragazzi rispetta le normative per una corretta alimentazione, quindi cotture al vapore, poco sale aggiunto, e tantomeno alimenti fritti, gustosi per tutti, ma dannosi per la salute. Come componente della Commissione mensa, ho effettuato spesso dei sopralluoghi nel plesso Davanzati, nel momento in cui il pasto veniva impiattato e servito, con controllo relativo alla temperatura di servizio, (che deve essere compresa tra i 65 e i 70 gradi Celsius), e assaggio degli alimenti. Devo dire che non ho mai riscontrato particolari criticità, e il cibo risultava accettabile per cottura e sapore. È naturale riscontrare che i sapori non sono esaltati in modo particolare, per la scarsità di sale aggiunto e per la cottura al vapore, ad esempio per le verdure, ma questo è previsto, e dobbiamo accettarlo come buona educazione alimentar, e sistema preventivo per la salute dei nostri ragazzi.

Un altro problema riscontrato in alcuni plessi è che i pasti vengono serviti oltre l’orario previsto (12.00 – 12.30), pare per insufficienza di personale adibito alla somministrazione. È stato fatto presente alla ditta Ladisa che fornisce il servizio, sono seguite scuse e promesse, ma ogni tanto il problema si ripresenta, creando disagi ai ragazzi e ai docenti. Ad esempio, sempre nel plesso Mastromatteo, i pasti vengono serviti spesso oltre orario, anche alle 15 del pomeriggio.
Inoltre l’Azienda Ladisa ha l’onere di provvedere a menù individualizzati, per i casi di allergie o intolleranze alimentari o per esigenze correlate a ragioni etnico-religiose o culturali, forniti in contenitori monoporzione. Purtroppo risulta che, essendo presenti alcuni alunni vegetariani per motivi religiosi o etnici, questi rifiutino il pasto, in quanto non rispetta le richieste, presentando componenti di origine animale. È stata fatto notare questa mancanza al rappresentante dell’Azienda Ladisa, con la richiesta di provvedere immediatamente a fornire pasti adeguati, ma ancora oggi pare che nulla sia cambiato.
Alla luce di quanto evidenziato durante le riunioni della Commissione mensa si può dire che il problema principale sia la poca appettibilità dei pasti, come ad esempio le impanature del pesce non croccanti, (ricordiamo che non possono essere fritti), la pasta al forno che, per poter rispettare i parametri nutrizionali stabiliti dalla Asl, risulta poco condita, e la frutta, che deve essere di stagione, spesso ammaccata e poco gustosa.
L’importanza di rispettare i parametri igienico-sanitari, la qualità organolettica e merceologica della materia prima, la puntualità del servizio, la presenza di personale adeguatamente formato, il rispetto delle diverse esigenze degli utenti, rimangono sempre la principale richiesta da parte della Commissione mensa; per quanto riguarda il gradimento o meno del pasto da parte degli alunni, forse si può intervenire con una corretta informazione alimentare indirizzandoli verso alimenti più salutari.
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