Il questionario di Proust – 72

di Franco Taldone

Il dialogo tra linguaggi è non soltanto una scelta possibile, ma inevitabile, nonostante gli sforzi di chi si ostina a tenerne chiuse le identità.Un laico e un parroco, Don Giovanni, 62 anni, origini modugnesi, da poco pastore della Chiesa Matrice di Santa Maria La Porta, s’incontrano in una fredda mattina di gennaio, per parlare di “cose ultime”.

Caro Don Giovanni, se è vero che la Chiesa vive questa contraddizione: da una parte non può che abitare il suo tempo, essere indulgente, comprensiva, curarne le ferite, come dice Cacciari; dall’altra, non dovrebbe rinunciare ai “annunci” radicali. È d’accordo, immagino.

Le priorità e le urgenze della comunità ecclesiale, oggi, sono quelle di esprimere evangelicamente una prossimità e una vicinanza che manifesti umanità, cura, attenzione alle singole persone, aiutando tutti a superare il rischio dell’individualismo e del relativismo, senza pregiudizi e discriminazioni.

Sergio Quinzio, nel suo “Mysterium iniquitatis”, si cimenta con un tema tremendo, quello paolino, appunto, del titolo. Può ancora un parroco affrontare temi teologicamente “inquietanti”?

Ogni ministro di Cristo, Vangelo alla mano, non può che essere il prolungamento e la continuazione dell’opera di Gesù e della sua pedagogia. Gesù ci ha insegnato a non arroccarci e a non rifiutare il dialogo anche su tempi inquietanti, senza mancare nei confronti della verità e della carità. Oggi, credo che dobbiamo confrontarci sui temi della difesa della vita, dell’autodeterminazione, dei diritti di ogni persona a prescindere dall’appartenenza religiosa, politica, culturale, razziale, dall’orientamento sessuale, per entrare in dialogo con tutti.

Un “nemico sottile, difficile da afferrare e decifrare” del nostro tempo sembra sia il nichilismo, ovvero l’avvertire che “non c’è niente che attiri davvero, niente per cui valga la pena vivere”. Che cosa ne pensa?

Il nichilismo è un pericolo ampio e diffuso, ieri come oggi. L’arbitrarietà assoluta è alla radice di ogni male. Oggi la cultura nichilista che esalta la libertà individuale quale unico principio dell’uomo è insidiosa. E’ così che l’uomo si trasforma in un dio e fa dell’arbitrarietà il proprio sistema di comportamento.

A proposito di libri estremi, radicali, ci sono autori che hanno solcato in profondità la sua anima e che si sentirebbe di suggerire?

Tutti i libri e le encicliche di papa Benedetto XVI. L’Evangelii Gaudium e Fratelli Tutti di papa Francesco. Tutti i libri di don Tonino Bello. I libri sapienziali della Bibbia (Siracide, Qoelet, Sapienza…), nonché i Vangeli.

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