Realizzare le opere pubbliche per aumentare i diritti alla città

di Leonardo Giovanniello

Se apriamo google maps da qualsiasi nostro dispositivo elettronico e ricerchiamo Palo del Colle vedremo una mappa in cui appare l’abitato della nostra città, visivamente il complesso dell’area urbana sembra rappresentare un cane che abbaia verso la frazione dell’Auricarro. Le fauci canine spalancate rappresentano una interruzione dell’abitato, ne possiamo contare due nel nostro comune. 

La prima è tra la via G. Savino nel quartiere Spirito Santo e Via Madonna della Stella del quartiere omonimo, c’è una vasta zona che è rimasta zona agricola, conseguenza della presenza di Lama Lamasinata che nasce nel nostro territorio agricolo, passa tra l’abitato e la “zona 167” e prosegue prima nel territorio di Bitetto, poi di Modugno fino a raggiungere il mare nel territorio di Bari

La lama rappresenta un limite fisico che crea una frammentazione urbana. Questa nella sociologia urbana rappresenta un «processo di frammentazione socio-spaziale, nel senso che segmenti diversi della società tenderebbero a separarsi definitivamente anche dal punto di vista spaziale, aggrumandosi in porzioni specifiche del territorio urbano» (Carmine Volpe). 

Una seconda zona dove c’è una separazione è in via Ungaretti, una parte del quartiere Langilana è separata dal resto del paese da porzioni di terreno incolto. L’assessore Savino chiarisce come quella più vicino al campo sportivo è di proprietà comunale e sarà utilizzato «per ampliare il campo sportivo in variante e realizzare parcheggi». L’altro «sarà edificata dai privati». 

Generalmente lo spazio urbano viene accettato da noi cittadini come qualcosa di definito senza che ci accorgiamo di quanto condiziona la nostra vita quotidiana. La sociologia urbana ragiona sulla costruzione dello spazio urbano e sulla necessità, come sostiene la professoressa Carrera, di «denaturalizzare il quotidiano» cioè di  «interrogarci sullo spazio urbano che abbiamo generato e iniziarlo a decostruirlo per pensare alla città altra». 

Per far questo occorre innanzitutto individuare i fattori negativi che condizionano i nostri pessimi comportamenti urbani. Partendo primariamente dall’incapacità di svolgere le nostre commissioni all’interno del paese a piedi. Un aspetto che lo condiziona è lo stato dei marciapiedi delle nostre strade. Camminare e riuscire a non inciampare o scivolare per un normodotato maschio è un’impresa di non facile realizzazione in moltissime strade palesi. Se valutiamo che per queste strade dovrebbero camminare anche anziani, donne, bambini e diversamente abili si può facilmente immaginare che lo spazio urbano oltre a condizionare le nostre abitudini ci racconta come possa essere frequentato solo da uomini in buona salute. Ultima osservazione sugli scivoli presenti nei marciapiedi, che permettono ai diversamente abili di salire con le carrozzine, molto spesso ostruiti dai parcheggi delle macchine o addirittura vengono utilizzati per parcheggiare. 

Una delle conseguenze di questo pessimo stato, e altrettante abitudini, è che i cittadini camminano per strada e qui incontrano un altro pericolo che è la forte velocità di una parte non irrilevante di automobilisti, la velocità rappresenta un pericolo per i passanti e al momento a Palo non si possono notare ravvedimenti malgrado la presenza della polizia municipale e quella dei dossi.  

Il diritto alla città non viene solo limitato dalla città frammentata, dalla difficoltà, se non dell’impraticabilità, di attraversarla a piedi e dallo sfrecciare delle auto incuranti dei pedoni. Occorre parlare dell’impossibilità di vivere pienamente la «democrazia territoriale», altra definizione della professoressa Carrera.  Cioè il «diritto alla socialità, fondamentale per contrastare la povertà relazionale. Pensiamo alle tante persone che restano nelle proprie case avendo come unico interlocutore la televisione». 

Parlando di Palo dovremmo riflettere sul centro cittadino, cioè di piazza Santa Croce che dovrebbe rappresentare il luogo di ritrovo dei palesi ed invece è sempre inesorabilmente vuota. Trenta o quarant’anni fa la piazza era il luogo di incontro della generazione degli over cinquanta mentre la pineta era quella delle nuove generazioni. Oggi entrambi i luoghi non sono più frequentati. Questo cambiamento ha portato ad un impoverimento delle relazioni. Fino a poco tempo fa in piazza Santa Croce c’erano solo due bar che la sera si svuotavano portando alla desertificazione sociale della piazza. Senza dimenticare alcune aree verdi (vedi alla voce parco Lenoci) la cui gestione ha bisogno di molte correzioni. 

Un primo cambiamento, nel riportare socialità al centro di Palo, è stata l’apertura dell’oratorio della Chiesa Santa Maria la Porta. Un altro tassello probabilmente, sarà una prossima nuova apertura di una nota pizzeria palese.  

Ma questi rappresentano solo i primi cambiamenti, in prospettiva ce ne saranno altri e rilevanti. Partendo dalla riqualificazione di Piazza Santa Croce, via Verdi e Via XXIV Maggio i cui lavori dovrebbero iniziare a breve. Ma tornando all’oggi è da pochi giorni che è stata inaugurata la nuova area verde dove in passato c’era il viadotto della ex statale 96. Oggi quella zona, che parte da via per Bitetto, si collega alla stazione, prosegue dalla parte retrostante la chiesa della Madonna di Juso per oltrepassare la via Binetto, è diventata una zona di nuova viabilità e di aree di verde attrezzato e di giochi. Questa eredità, realizzata dall’Anas ma rinveniente dall’attività dell’amministrazione Conte, ha permesso di riqualificare una zona periferica di Palo, sarà sicuramente vissuta dai cittadini sempre se l’amministrazione attuale e future, le autorità competenti ed i cittadini sapranno averne cura. 

Un mese fa è stata inaugurata la nuova piazza Roosvelt, dov’era un tempo la piazza coperta, questa è una eredità dell’amministrazione Zaccheo. Entrambi sono luoghi di socialità che se vissuti correttamente e pienamente permetteranno l’incontro tra nostri concittadini che avranno come conseguenza il rafforzamento del senso di comunità. 

Continuando nel cambiamento urbanistico palese, il sindaco Tommaso Amendolara in una diretta social di febbraio ha illustrato un progetto, cantierizzato dalla sua amministrazione, parliamo del nuovo asilo nido in via Pascoli, che si aggiunge all’altro di via Ciavriello. Altro progetto dell’amministrazione in carica riguarda la realizzazione del parcheggio in via Biebsheim che si aggiungerà a quello polifunzionale di piazzale Lenoci non ancora cantierizzato. Altre progettualità definite esecutivamente e che vedranno l’inizio dei lavori nel 2024, partendo dal progetto “Casale dei Greci” che riguarderà il recupero di una parte del centro storico (quello adiacente a corso Garibaldi) e di palazzo San Domenico. La riqualificazione del Campo Sportivo, Palo Connessa che permetterà l’implementazione o la riqualificazione di dodici interventi di piazzette e giardinetti pubblici. Senza dimenticare la progettualità definita ma di cui non si conosce ancora l’inizio dei lavori della nuova area mercatale in via Rino Mastrandrea

Questo elenco non ha finalità di consenso politico ma ha una sua ragion d’essere nella considerazione che  tutti questi lavori, una volta realizzati, non dovranno essere solo declinati dal lato della realizzazione delle opere pubbliche ma anche nell’ottica della nostra tematica mensile, cioè quella della coesione della socialità urbana e del miglioramento dei diritti alla città e dei beni comuni palesi. 

Sembra ovvietà eppure ma è bene ribadire. C’è una grande differenza, perché urbanisticamente l’opera pubblica realizzata ha raggiunto il suo scopo, diversamente dalla socialità urbana che non sa che farsene di una opera pubblica che non venga pienamente concessa e vissuta alla cittadinanza. Questa potrà solo avvenire se la politica capirà che la propria funzione si trova esattamente al confine tra la realtà di una opera pubblica realizzata ed il desiderio che quella costruzione genererà nei cittadini che rappresenta, alimentandola attraverso la cura delle opere realizzate e la frequentazione dei luoghi con manifestazioni pubbliche attrattive verso la cittadinanza. 

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