EditoriAle di Alessandra Savino
<<La musica è l’anima di una città, il respiro che la tiene in vita>>. Queste parole, tratte dal film “Buena Vista Social Club” di Wim Wenders, che racconta la storia musicale di L’Avana, risuonano fra le strade di qualunque centro abitato. Soprattutto in una piccola comunità. Se per le vie de L’Avana le note del son cubano scandiscono i ritmi di una città pulsante, anche qui, nel nostro paese, la musica rappresenta la colonna sonora del quotidiano. A partire dalle feste di paese, attraverso le bande che sfilano, o i cori nelle chiese la domenica mattina. Più di ogni altra forma d’arte, la musica è capace di unire le persone, attraversando generazioni e culture. Come insegna il film Once, diretto nel 2007 da John Carney e ambientato a Dublino, essa sa essere il linguaggio dell’anima, capace di far nascere legami profondi in pochi accordi. Pensiamo al potere evocativo delle canzoni in libri come Alta fedeltà di Nick Hornby, in cui la musica diventa un rifugio e un mezzo per raccontare la vita interiore dei personaggi. Allo stesso modo, in un paesino di provincia, sono note di giovani artisti o quelle tramandate ormai da generazioni a scrivere la storia dei suoi cittadini.

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