La difficile situazione delle nostre Masserie

Come valorizzarle e restituirle alla comunità?

di Maria Chiara Panza

Maria Chiara Panza

Art.9 della Costituzione: << La Repubblica (…) Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione>>

I nostri territori sono da sempre oggetto di studio e attrazione turistica, avendo noi la fortuna di vivere in un contesto ricco di testimonianze di storia e di vita passata, ricco di manufatti che ci ricordano chi siamo e chi eravamo.

Ricchi proprietari terrieri, nobili delle città limitrofe, massari, conducevano la loro vita nei campi e costruivano manufatti di indiscusso pregio, di cui adesso noi siamo testimoni, perché ogni bene anche quello privato, è stato tramandato e lasciato a noi che dovremmo occuparcene.

Purtroppo la situazione delle masserie e dei casolari che costellano la nostra campagna e le pendici collinari della bassa Murgia non è delle migliori.

Esse sono protagoniste di campagne fotografiche e visite da parte di amatori ma anche vittime di atti vandalici, dello scorrere del tempo e degli agenti atmosferici.

Ad oggi lo stato di conservazione in cui versano non è per nulla incoraggiante, molte sono gravemente danneggiate dal punto di vista sia estetico che strutturale, e questo secondo aspetto incide molto di più su una ipotesi di possibile recupero e valorizzazione.

Spesso esse non sono tutelate pur essendone riconosciuto il pregio architettonico, è importante comprendere la differenza tra una tutela e un interesse. Per la prima esiste un vero e proprio vincolo che impedirebbe la trasformazione e la manomissione degli aspetti sia estetici che funzionali degli edifici stessi. L’interesse architettonico è lo stadio primordiale del vincolo vero e proprio e va verificato mediante una procedura ben precisa.

Spesso però questi beni sono privati e lo stesso privato non vuole privarsene oppure non ha interesse o possibilità nel procedere con un loro restauro. Si pensa troppo spesso che debba essere lo Stato a tutelare, così come suddetto nell’articolo 9 della Costituzione, quando è anche un nostro dovere prendercene cura soprattutto se sotto la nostra proprietà. Gli enti infatti prevedono, successivamente a un decreto di vincolo, delle possibilità di finanziamento, totale o in parte, per coloro che decidono di restaurare e valorizzare i manufatti storici.

È importante partire con una schedatura, già esistente su alcuni elaborati del nostro piano paesaggistico, e un’analisi del loro stato di conservazione magari mettendo su una scala di danno. Subito dopo va verificata la reale possibilità di finanziamento da parte dello Stato per concorrere con i privati nel restauro di questa proprietà. Nell’articolo 38 del Codice dei Beni Culturali si spiega come immobili restaurati o sottoposti a interventi conservativi con il concorso dello Stato o parziale o totale debbano poi essere resi accessibili al pubblico secondo convenzioni e accordi. In questo caso il bene sarebbe fruibile, tornerebbe ad avere vita, e il privato dovrebbe garantire una manutenzione continua. D’altro canto si potrebbe anche approfittare dell’importanza del turismo che si riversa nel nostro territorio creando masserie finalizzate a ospitare turisti e quindi che potrebbero beneficiare di finanziamenti pubblici.
E’ inoltre possibile la ricostruzione dal punto di vista strutturale rispettando la natura del manufatto, interloquendo con gli enti preposti per recuperare o mettere in sicurezza, prima che sia troppo tardi, quegli edifici che vertono in stato di rovina. esistono ad oggi delle possibilità di finanziamento per il miglioramento sismico anche per gli edifici più antichi senza mai stravolgerne la loro natura.

Il restauro mira a valorizzare i manufatti ed il contesto in cui sorgono, favorendo una nuova ricollocazione attraverso un restauro effettuato da esperti del settore che debba rispettare in tutto l’edificio e il paesaggio in cui esso sorge. Acquistare e/o ristrutturare una masseria, un casolare può diventare una sfida accattivante finalizzata a rende appetibile turisticamente ma anche tornare a vivere la campagna. La fruizione è vita, se essa manca un monumento può considerarsi morto, dimenticare è complice di degrado. Per non dimenticare dobbiamo essere pronti a prenderci cura di ciò che è giunto fino a noi.

A tal proposito la Regione Puglia ha messo a punto una serie di misure tra cui: “Aiuti agli investimenti delle PMI nel settore turistico – alberghiero”.

In passato sono stati finanziati il consolidamento, il restauro e risanamento conservativo di edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni al fine della trasformazione dell’immobile in strutture turistico-alberghiere e l’acquisto dell’immobile. Le domande di agevolazione devono riguardare progetti di investimento iniziale.

Perché quindi non smettere di essere egoisti e ridare il bene alla comunità?

Termino con una frase significativa di J. L. Jaurès: <<La tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere viva la fiamma>>.

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