Lo scorso 12 febbraio in piazza Diaz ed in particolare nella zona adiacente alla chiesa di San Giuseppe, presso una piccola area con giochi per bambini, sono stati abbattuti 3 pini, l’eradicazione è stata fotografata dai cittadini e pubblicata sui social. Nello stesso giorno è stato apposto su una transenna che delimitava l’area di lavori in corso un lenzuolo bianco con la scritta VERGOGNA.
Non è mai un bel giorno quando si abbattono degli alberi che oltre ad essere maestosi davano ombra nelle stagioni dove il riparo dal sole diventa una consolazione. A questo si deve aggiungere una riflessione di Mimmo Lattarulo rilasciata sui social: «quegli alberi rappresentano la memoria dei Caduti nella prima guerra mondiale del nostro paese. Quando furono piantumati quella zona era un pineto e lì finiva il paese. Ad ognuno era associato una targhetta con il nome del caduto per la Patria. Quei parchi, nati in tanti altri comuni, erano noti come Rimembranze. Con l’oblio del tempo perdiamo ogni riferimento».
Bisogna sempre ringraziare vivamente chi ci regala una porzione di memoria così come occorrerebbe accusare chi invece nel corso del tempo l’ha dispersa. Pochi ricordavano questo passato “della pineta”. Non appare plausibile imputare all’attuale amministrazione le stesse colpe delle molteplici che l’hanno preceduto e che hanno concorso a questa smemoratezza.
Ma se è un brutto giorno quello in cui vengono abbattuti tre alberi di conseguenza dovrebbero essere delle belle giornate quando ne vengono piantati altri oltremodo in numero maggiore. Il 18 dicembre 2020, ad un paio di mesi dalla vittoria elettorale, l’attuale amministrazione, nel suo organo esecutivo, approvava un atto di indirizzo che prevedeva la piantumazione di 96 alberi (40 cipressi, 28 lecci, 9 canfore, 5 ligustrum e 14 prunus) per una spesa complessiva di 40mila euro. Questi alberi sono stati collocati alla via Madonna della Stella, in corso V. Emanuele, in viale Europa, nel Cimitero e in Piazza Diaz, sia intorno alle porzioni di giardino che circondano il monumento ai caduti del milite ignoto sia quelli piantati al posto dei tre pini abbattuti.
Grazie a Legambiente abbiamo potuto visionare la delibera di giunta che ha approvato i lavori per la risistemazione del Parco Giochi Piazza Diaz, intervento che ha portato all’eliminazione dei tre pini. Innanzitutto va dato atto all’amministrazione Amendolara di essere riuscita ad effettuare i lavori usufruendo di contributi statali evitando in questo modo di utilizzare fondi comunali. Il progetto, per un importo complessivo di quasi 50mila euro, è finalizzato all’adeguamento e alla messa in sicurezza dell’area giochi come indicato nella relazione «scopo principale è quello di creare delle aree gioco che siano da un lato inclusive a tutti i bambini e dall’altro di accrescere il valore delle aree a verde pubblico, rendendole più fruibili e piacevoli, gli interventi consisteranno nella riqualificazione e riorganizzazione degli spazi mediante una manutenzione dell’area gioco e dei componenti di arredo».
Tommaso Amendolara ha risposto lo stesso giorno, sulla sua pagina social, con un lungo post, dove ha evidenziato come se tre alberi sono stati rimossi nei quasi 18 mesi della sua amministrazione sono state collocate oltre cento piante ma soprattutto l’aspetto più importante per il nostro primo cittadino è il tema della sicurezza infatti «L’ultima vittima in ordine di tempo è stato il piccolo C***** che si è slogato una caviglia proprio per le sconnessioni del pavimento determinate dalle radici. La sicurezza dei bambini e dei cittadini deve essere tenuta in considerazione almeno quanto l’importanza dei nostri alberi». Forse la scelta dell’abbattimento dei tre alberi non ha considerazioni ambientali ma di sicurezza in quanto «le inclinazioni di alcuni pini e la dimensione delle radici che non potevano essere rimosse senza pregiudicare la stabilità stessa della pianta». Ad avvalorare quanto scritto dal primo cittadino riportiamo un passaggio del commento di Mimmo Lattarulo «Ad una attenta disamina vorrei notare che se i marciapiedi e le strade fossero state realizzate a regola d’arte e non con molle terra da riporto degli scavi di costruzione delle abitazioni prospicienti non avremmo certamente la situazione di disagio. Significa che non solo abbiamo strade sconnesse per l’azione delle radici che agiscono su terra che non oppone resistenza ma abbiamo strade che comunque cedono a prescindere dall’azione degli alberi. In questa considerazione c’entra poco la critica all’amministrazione comunale corrente alla quale comunque riconosco l’impegno a migliorare la situazione per la condizione data».
La polemica si è poi spostata dai rumorosi e anarchici social alle stanze ovattate del consiglio comunale dove il 28 febbraio la consigliera comunale Anna Cutrone nelle interrogazioni ha sollevato la questione allargando il perimetro della discussione «Ancora una volta noi lamentiamo la mancanza di confronto con l’opposizione ma soprattutto con le associazioni come Legambiente e di tutti quei cittadini che da sempre si occupano di verde e hanno a cuore il territorio. Lamentiamo che non vi è stato un confronto e soprattutto riteniamo che non sia stato fatto uno studio alla base di questo intervento che poteva trovare delle soluzioni alternative al taglio degli alberi». Prosegue la leader di FuoridalComune premettendo che «noi teniamo alla sicurezza dei bambini» e proseguendo con un’analisi di altre strade di Palo dove il problema di una porzione di piazza Diaz è estenso ad intere vie «bisogna tener conto che c’è una differenza rispetto alle problematiche di altri luoghi del Paese come viale Italia o via San Pio dove effettivamente gli alberi producono dei danni ai fabbricati» per terminare con una proposta «ti invito sindaco ad istituire una consulta dell’ambiente che veda la partecipazione della maggioranza, dell’opposizione, di Legambiente e di tecnici che possano coadiuvare nelle decisioni da prendere per quanto riguarda il verde».
La risposta sindacale parte da una premessa «le amministrazioni sono chiamate a prendere decisioni sia quando queste sono particolarmente facili sia quando sono più articolate e complesse» ma per il sindaco resta prioritaria l’incolumità dei cittadini palesi «la scelta di privilegiare la sicurezza a maggior ragione per la riqualificazione di uno spazio area giochi per bambini è un aspetto prioritario che non si possa prestare a mediazione. Peraltro l’amministrazione comunale qualora dovesse essere costretta ad asportare altri alberi esistenti si impegnerà a ripiantarne un numero nettamente maggiore». Ma c’è un altro aspetto che Amendolara intende portare all’attenzione dei rappresentanti dei cittadini «Devo ribadire un concetto, non tutte le amministrazione comunali si sono trovate con la possibilità che stiamo avendo di avere risorse importanti, ci sono degli strumenti in questo momento a valere sul debito pubblico nazionale che consentono di risolvere alcuni problemi che la comunità vive da decenni e credo che oggi un buon amministratore deve agire e prendere delle decisioni al fine di mettere la comunità al riparo da futuri costi di interventi e di manutenzione in quanto i bilanci comunali non sono nelle condizioni di poter sostenere». Il primo cittadino ricorre ad una immagine emblematica per far comprendere il momento storico «il PNRR è un treno che sta passando nelle nostre città se noi saremo in grado di coglierne le opportunità per dotare il nostro territorio di servizi di opportunità e di cura che resterà negli anni vuol dire che avrà fatto bene il proprio lavoro» quest’ultima affermazione è un impegno che riguarda l’intera amministrazione Amendolara.
L’attenzione del centrosinistra nel ricercare fondi al fine di “mettere a cantiere” alcuni luoghi del nostro paese viene confermato da due delibere di giunta datate 10 marzo le quali, all’interno dell’attività della città metropolitana di Bari, si candidano a due progetti che rientrano nel PNRR. Uno dei quali a precisa vocazione ambientale è denominata Palo Connessa e si propone di intervenire al recupero e alla valorizzazione di 12 luoghi palesi (7 aree verdi e 5 piazzette).
Tommaso Amendolara conclude l’intervento sulla interrogazione di Anna Cutrone tornando al tema principale applicato ad altre zone di Palo dove, forse, il sacrificio di altri alberi sarà inevitabile «Nessuno di noi pensa di voler tagliare gli alberi ma se si va a piantare un pino in una zona pavimentata e asfaltata quel pino starà bene per venti o trent’anni ma dopo o vado a rimuovere marciapiede ed asfalto oppure arriverà un giorno in cui quel pino non ci potrà più stare e questi due elementi nel caso di piazza Diaz erano presenti. Anche la strada di San Pio è letteralmente impraticabile per i pedoni per le auto e rende inaccessibili l’ingresso nelle proprie abitazioni dei proprietari oltre ad avere problemi di otturazioni delle tubazioni fognarie».

Il punto di vista dell’amministrazione sembra chiaro. Come altrettanto chiara è la situazione di via San Pio e Viale Italia al limite della impraticabilità in alcuni tratti. Anche i residenti debbano essere consultati sulle modalità di sistemazione. Le associazioni ambientali e le organizzazioni politiche che imputano all’amministrazione comunale scarsa considerazione verso il verde pubblico potrebbero sin d’ora elaborare una piattaforma d’intervento fattibile e risolutiva sulle due strade citate in consiglio comunale che affrontino simultaneamente il tema della sicurezza e quello della tutela ambientale. Altrimenti se, come sembra, alcuni alberi non potranno restare nel punto in cui, in modo sbagliato, sono stati piantati l’amministrazione dovrà assicurare la piantumazione di specie arboree che non provocano gli effetti indesiderati dei pini.
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