Qualcuno oggi mi ha dedicato un “vergogna”…e perché?

di Marilena Cascelli

<<Qualcuno oggi mi ha dedicato un “Vergogna”…e perché?>> Esordisce così, il Sindaco Amendolara nel suo post del 12 febbraio u.s. su Facebook dopo che alcuni cittadini avevano manifestato il proprio disappunto sul taglio di maestosi Pini d’Aleppo (Pinus halepensis) in piazza Diaz, sul lato destro guardando la chiesa di San Giuseppe. Il Sindaco prova anche a dare spiegazioni scientifiche e a fare un bilancio finale riferendo che <<almeno 8 piante al posto di 3 siano un passo avanti, oltre che una maggiore tutela della sicurezza, considerate le inclinazioni di alcuni pini e la dimensione delle radici che non potevano essere rimosse senza pregiudicare la stabilità stessa della pianta>>.

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Tale bilancio però non ha le sue quadrature contabili, tant’è che gli viene presto contestato che il peso di 8 piante giovani non può paragonarsi al peso di 3 piante maestose e storiche. 

Raccoglie le voci di disappunto dei cittadini, il circolo palese di Legambiente “Miran Hrovatin” che noi di Kilometrozero abbiamo incontrato nelle persone del suo presidente Stefano Delli Noci e della vice Dorotea Fioriello.

L’amarezza per quanto perso con l’abbattimento dei pini, si sente forte nei toni di Delli Noci. Questo taglio azzardato è una perdita non solo per l’ambiente in sé ma anche per il valore storico che tali alberi rappresentavano per il paese. Ci riferiscono infatti, che anziani, residenti in prossimità della piazza, hanno ricordato che quelle piantumazioni di decenni fa, erano state dedicate ai caduti in guerra. Quando proviamo a eccepire che le potenziali motivazioni degli abbattimenti trovano giustificazione nella sicurezza dei passanti e nelle economie delle casse comunali per la necessità di continue e costanti manutenzioni di marciapiedi e strade danneggiati, nel breve periodo, dalla crescita delle radici di tali piante, veniamo inondati da spiegazioni tecniche ed esempi virtuosi di altre città. Ci viene spiegato come un coinvolgimento di esperti non solo avrebbe salvaguardato le piante, ma con l’accorgimento di lasciare più spazio intorno al tronco per l’aerazione del terreno, e con tecniche diverse, efficaci e già sperimentate altrove, si riesce a condizionare la crescita delle radici che tendono ad andare in profondità anziché in orizzontale, salvaguardando la pianta che cresce meglio e, soprattutto, il manto stradale e le aiuole perimetrali. Purtroppo, la decisione dell’abbattimento è stata presa, a seguito di sopralluogo del 07 febbraio scorso, direttamente dal Sindaco e dal Responsabile dei LL PP, senza sentire eventuali pareri di agronomi e tecnici forestali. È questo il forte rammarico di Legambiente: <<Vogliamo partecipare come cittadini alle scelte dell’Amministrazione e chiediamo che siano sentiti esperti prima di prendere decisioni così drastiche per il paese>>, ci riferiscono. 

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Anche Palo Solidale e Verde si è espressa per il taglio dei pini. E, a quello avvenuto a piazza Diaz, denunciano quello fatto in sordina presso la scuola dell’infanzia di viale Della Resistenza. Nessun motivo apparente: albero in piena salute, nessun infortunio segnalato, nessun motivo giustificativo valido adotto.

Le associazioni denunciano anche la mancanza di un censimento delle aree a verde gestite, <<manca una relazione tecnica specifica che ammette lo stato di salute precaria degli alberi e che ne consiglia quindi l’abbattimento. Manca innanzitutto il progetto. Dall’accesso agli atti che l’associazione palese (Legambiente) ha effettuato non si evince una riga di progetto! >>.

Ma questi pini mediterranei sono alberi adatti per i viali delle nostre strade, sono consigliabili o sono scelte poco oculate del nostro passato? In una interessante intervista Conalpa l’agronomo naturista Giovanni Morelli risponde “… non solo possiamo ma dobbiamo consigliarli. I Pini sono alberi affascinanti, complessi, versatili ed affidabili. Possono vivere in suoli nei quali altre specie non potrebbero mai sopravvivere. Non richiedono potature o altri interventi arboricolturali, sono anzi maestri dell’autodeterminazione. Dobbiamo solo lasciarli fare.”

Riuscirà l’Amministrazione a cambiare le sue procedure e ad ascoltare queste voci? Riuscirà l’Amministrazione a rendere più partecipativa l’attività di gestione del verde, senza compromettere l’operatività dei lavori in corso? Il tutto nel segno di una Palo del Colle più bella perché più VERDE.

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