La statuetta del presepe sul colle!

di Marilena Cascelli

Nascosta tutto l’anno, in un angolo sperduto dei nostri umori quotidiani, a dicembre l’atmosfera natalizia improvvisamente si accende e ci travolge, volenti o nolenti, compiaciuti o meno, imponendosi su di noi. Occhi spalancati di stupore e, gioia natalizia in circolazione nelle vene quando, la spina nella presa, e di botto il presepe e l’albero, appena allestiti e addobbati si illuminano e si colorano. Ricordate quell’attimo da piccoli? E poi, subito dopo, gli occhi fissi sulla statuetta preferita, quella che abbiamo sempre guardato più delle altre, quella che spostiamo un po’ più in qua o un po’ più in là cosi si possa vedere meglio e più delle altre. E la vostra statuetta preferita, che mestiere raffigurava? 

Noi di Kilometrozero abbiamo voluto accendere lo spirito natalizio a modo nostro e, forse, un po’ bizzarro, immaginando Palo del Colle come un grande presepe, vissuto da tante statuette di antichi mestieri in carne ed ossa con un cuore pulsante di passione per il lavoro, su alcune delle abbiamo voluto porre la nostra stella colorata e luminosa. 

calzolaio interno

Iniziamo con la statuetta de “l’ultimo calzolaio”, Antonello, in via Cairoli 41. 

Bottega tipica da presepe, di circa 2 mq. in cui 2 persone sono già troppe, dove l’odore del cuoio e delle colle porta lontano nel tempo. Antonello fa il calzolaio sin da piccolo, quando finita la scuola frequenta Francesco Pascullo, un calzolaio vicino di casa, in via Mercadante. Da lui capisce che quel lavoro gli piace ma vuole di più. Dopo una breve esperienza a Bari da Morgese per calzature ortopediche, viene presto preso nella bottega di un anziano cavaliere insignito dalla Regina Elena, Giovanni Corazzo di Ceglie: sarà sua figlia Nella, erede calzolaia, a insegnare i segreti del mestiere ad Antonello. Forte degli insegnamenti ricevuti, decide, anche su suggerimento di Nella, di aprire una bottega nel suo paese, Palo del Colle. Non è semplice e la concorrenza degli anziani sul territorio è forte e si fa sentire, ma solo da alcuni: <<Matteo Pellegrino, su via Napoli, proprio non riusciva a parlarmi per la gelosia>> ci racconta Antonello. Il più anziano di tutti i calzolai è il sig. Cometa, anche lui un po’ timoroso della concorrenza del giovane bottegaio. Ma Antonello in ogni caso si sente molto apprezzato e molti altri colleghi provano simpatia per lui. Tra essi anche gli zii Lazzaro Cutrone e Palermo Nicola. E sì, proprio tanti, sul finire degli anni ’80 i calzolai palesi. Antonello, “Sblano” il suo cognome ma solo “Antonello” per tutti i palesi, è ancora lì, e nella sua bottega conserva strumenti, macchine da cucire antiche, attrezzature, alcune acquistate dai colleghi in chiusura, alcune donate dai loro eredi, e altre molto molto antiche, anche centenarie, avute, pensate un po’, da una parente del Pellegrino, il calzolaio-invidioso, a superamento di ogni incomprensione, a coronamento dello spirito buono e solidale del Natale. 

calzolaio esterno

Un regalo sotto l’albero vorrebbe Antonello, poter insegnare il proprio mestiere ai ragazzi di oggi, allontanandoli dalla strada: proprio così, proprio come è successo a lui. <<Se ci fosse un modo per non avere spese che non possiamo economicamente sostenere, li prendei come apprendisti! Ma non solo io come calzolaio, anche il falegname o qualsiasi altro maestro da bottega>>.

Sotto il Presepe di Palo del Colle, che bel dono sarebbe alla futura Comunità!

oppure


Questo numero è offerto da