Tutti figli di un Dio

di Gianna Larosa

Come si chiama Dio? Qualsiasi nome il nostro credo religioso ci indichi, quel che conta è che in ogni  fede risiede la nostra speranza, il potersi affidare alla preghiera è una possibilità di dialogo interiore, per riconoscersi nelle debolezze umane e predisporre la propria anima ad accogliere Dio.

tutti figli di un dio

Geova, Allah, Marone, sono solo alcuni nomi che fanno riferimento al nome di Dio, un’entità superiore che governa tutto il creato nella sua accezione morale.

Come nelle grandi città, anche nei piccoli comuni convivono diverse religioni, con la differenza che nei grandi centri cittadini sono presenti i luoghi di culto per permettere ai fedeli di praticare il loro credo. I piccoli paesi ne sono spesso sprovvisti e questo implica la ricerca del proprio luogo di culto al di fuori del paese in cui si vive, cosa che influisce negativamente sul significato di aggregazione e comunità che qualsiasi religione racchiude in sé. 

Con tutta probabilità molti fedeli creano in autonomia luoghi di culto, tra capannoni improvvisati o scantinati, si riuniscono in gruppi per pregare in precarie condizioni di sicurezza.

Questa è anche la realtà di Palo del Colle, dove sono presenti diverse religioni, e dove i luoghi di culto sono la Chiesa Cattolica, prevalente per credo religioso, la Sala del Regno dei Testimoni di Geova e la Chiesa Cristiana Evangelica ADI.

Ma non sono soltanto queste le religioni presenti nel nostro paese. Ci sono numerose famiglie musulmane, indiane, pakistane, che per pregare si spostano tra Bari, Sannicandro, Trani, oppure alla Moschea di Casamassima. Per loro pregare, incontrarsi per condividere il momento spirituale di culto, è complicato, come racconta il giovane pakistano gestore di un negozio di frutta e verdura a Palo del Colle. Diverso è per i maroniti, membri della comunità cattolica del Libano, che professano la loro fede nella Chiesa Cattolica, come Camille Khoury, residente a Palo del Colle e coniugato con un’italiana.

In paese sono presenti matrimoni di religione mista, dove nella maggior parte dei casi marito e moglie hanno mantenuto il loro credo. I figli seguono generalmente la religione materna in caso di madre cattolica, scelta spesso dettata dalla facilità di integrazione che ne consegue.

Non manca però una certa diffidenza nel vivere la condivisione religiosa. Tra dottrine, comportamenti e organizzazioni differenti, si assiste sovente ad una emarginazione sociale dei giovani pakistani e delle loro attività commerciali. I Testimoni di Geova, ad esempio, professano la loro religione per strada, utilizzando un abbigliamento formale e riconoscibile, e suonano i campanelli per porre domande sull’esistenza di Dio.

Dio è quello che ognuno sente nella propria anima, quello al quale rivolge la propria preghiera, nel sacrosanto rispetto della libertà religiosa.

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